Gestione dei Rifiuti Urbani

Il servizio di gestione rifiuti urbani, comprendente le attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento, può essere organizzato in modo integrato per l’intero ciclo (inclusa la gestione e la realizzazione degli impianti) oppure con l’affidamento di singoli segmenti (raccolta, raccolta differenziata, commercializzazione, smaltimento).

Il servizio è organizzato sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO), secondo criteri che fanno riferimento, tra l’altro a:

  • superamento della frammentazione delle gestioni;
  • conseguimento di adeguate dimensioni gestionali;
  • sistema della viabilità locale;
  • localizzazione e capacità degli impianti esistenti e pianificati.


Le regole in base alle quali le Regioni definiscono l’assetto territoriale e organizzativo del servizio discendono da un complesso di norme contenute nel Testo Unico Ambientale, nel D.L. 138/2011 (art. 3-bis), nella L. 191/2009 (art. 2 comma 186-bis) e nel recente D.L. 95/2012.

La delimitazione degli ATO - secondo criteri idonei a massimizzare l'efficienza del servizio - e l’individuazione dei soggetti demandati al loro governo competono alle Regioni. Le stesse amministrazioni regionali entro il 31 dicembre 2012 dovevano riattribuire le funzioni di organizzazione del servizio eventualmente in capo alle Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale. Le recenti norme sulla razionalizzazione della spesa attribuiscono tale funzione ai Comuni, che la esercitano in forma aggregata, sulla base delle aree ottimali delimitate dalle Regioni.

Le Regioni devono pertanto verificare la dimensione ottimale degli ATO e dettare gli indirizzi per l’organizzazione del servizio, in forma prevalentemente associata, da parte dei comuni.


 

 
 
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